“Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood


In un mondo devastato da un disastro nucleare, negli Stati Uniti ( e dove se non nel paese di Trump?) si instaura una dittatura che sfrutta le ancelle, le poche donne rimaste fertili, per garantire una discendenza ai membri dell’elite di governo.

La descrizione delle modalità di accoppiamento ( a tre, come in un copione da film porno, fra la moglie legittima non fertile , l’ancella e il marito/padrone) e quelle del parto ( con l’invenzione di due scranni con sopra la moglie e sotto la vera partoriente di fronte a tutto il pubblico delle donne della casa) sono una violentissima denuncia di una società ipocrita e puritana e non rimanda solo ad un futuro post-atomico, ma parla anche dell’oggi , dello sfruttamento e mercificazione del corpo delle donne , specie di quelle più povere e prive di potere.

La narrazione è fatta in prima persona da un ancella Offred ( ma questo non è il suo vero nome), devastata e annichilita, che è stata violentemente separata dal compagno e dalla figlia di cui non sa più nulla durante un disperato tentativo di fuggire dal paese e sottrarsi alla nascente dittatura. Rinchiusa in casa di un comandante per procreare, passa lunghe giornate aggrappandosi al presente , cercando di non pensare a quello che ha perso; vive nel terrore del controllo delle governanti della casa, le cosiddette ” zie” e non può confidarsi con le altre donne nelle sue condizioni che potrebbero essere delatrici. Non c’è ombra di solidarietà in questo universo carcerario chiuso e cupo, non c’è scampo e lei non riesce nemmeno ad immaginare qualcosa di diverso.

La storia ha poi una rapida accellerazione con l’ incontr con l’autista del comandante, ma non voglio fare spoiler sulla trama .

Anche perchè non sapremo mai che fine fa Offredd, riesce a scappare grazie ad una rete di resistenza clandestina, che fine fanno lei, il figlio di cui forse è incinta, l’autista e il comandante travolto da uno scandalo e dalle trame dei suoi nemici?

L’ultimo capitolo è forse il più ambiguo : con il pretesto del ritrovamento casuale delle cassette registrate dall’ancella, ( tipica finzione letteraria) l’autrice racconta che, alcune centinaia di anni dopo, le registrazioni restaurate sono oggetto di un convegno in cui illustri studiosi cercano di ricostruire le vicende storiche del periodo. E’ l’ultima violenza a Offredd , la sua vita, il suo dolore, vengono sottoposte ad impietosa autopsia che non riesce a ricostruire gli eventi ma definitivamente la sopprime come essere umano.

Se ve la sentite, in tempi di Covid, di affrontare una lettura di questo genere, ne vale la pena.

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