Finanziamento ai partiti


I politici di professione sono nel panico e si aggrappano disperatamente alle funi del cielo, pur di non ammetere un fatto evidente. I partiti, ideologici e strutturati con sedi, funzionari, apparati sono figli  del secolo scorso. Nell’era di internet i cittadini possono esprimere le loro opinioni on line in svariati modi, possono unirsi su un idea o un progetto senza bisogno di trovare una sede al proprio gruppo. Si può essere in accordo o in disaccordo con Monti, ma il suo governo è la dimostrazione che senza ricorrere al personale corrotto, impresentabile ed incompetente presentato dai partiti si può fare un governo quanto meno presentabile. Si invoca l’articolo 49 della Costituzione e si fa finta di dimenticare che la frase ” tutti i cittadini    hanno diritto di associarsi in partiti” aveva un senso nel dopoguerra usciti dalla dittatura fascista del partito unico, ora molto meno, ferma restando ovviamente la tutela della libertà di associazione. Ma avere il diritto di associarsi non vuole dire dovere per la comunità di finanziare. Ho sentito Rosy Bindi ed altri onesti esponenti del PD sostenere che senza finanziamento la politica sarebbe affidata ai ricchi. Intano il finanziamento pubblico è stato bocciato con il referendum; con ipocrisia malvitosa quello che era stato cacciato dalla porta è stato fatto rientrare dalla finestra sotto forma di rimborsi e si è visto di quale entià e che fine hanno fatto. Se proprio si vuole ( ma proprio se si vuole) si possono stabilire rimborsi per documentate spese elettorali e stop. Oppure dare la possibilità ai cittadini di destinare il 5 per mille ad un partito . Io preferisco dare soldi ad Emercency o alla Ricerca contro il cancro, ma se qualcuno vuole finanziare la lega, padrone! Quello che non è più accettabile è che con soldi pubblici si finanzino funzionari ed apparati, che in tempi migliori si reggavano sui contributi dei propri iscritti e sul loro lavoro volontario. Se questo non basta ed i partiti novecenteschi chiudono pazienza. Chiudono le fabbriche e mi sembra più grave.

Per il governo della cosa pubblica ( rifatta la legge elettorale a cui colpevolmente ABC non pensano) troveremo sulla base di programmi territoriali per le amministrative e nazionali per le politiche cittadini che per un mandato ( in aspettativa retribuita se dipendenti)   e senza procedimenti penali in corso vogliano dedicarsi ad amministrare.

 

 

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