
Il film “il gusto delle cose”, del regista vietnamita Tran Anh Hung, è stato premiato come miglior regia al Festival di Cannes del 2023.
A me non è piaciuto. L’ho trovato lento, noioso , troppo compiaciuto nella ricerca di belle immagini, fra uno sfavillio di pentole di rame e lunghe e dettagliatissime ricostruzioni di ricette.
Non mi considero incline al pregiudizio ma, dopo mezz’ora, qualche cattiva idea sulla bontà della cucina francese mi è venuta: tutto carne e selvaggina cotta e ricotta , burro a profusione, pancetta, salse varie e un attenzione maniacale agli abbinamenti di vino.
Confesso che non baratterei degli spaghetti al pomodoro con nessuno dei piatti che ho visto preparare nel film.
Appena apprezzabile la storia fra Eugenie, la cuoca , e Dodin-Bouffant, famoso gastronomo, ispirata dal romanzo Marcel Rouff “The Life and the Passion of Dodin-Bouffant, Gourmet”. Il loro rapporto dura da vent’anni e lei ha sempre rifiutato il matrimonio con lui per mantenere la sua autonomia e non rovinare la loro intesa professionale.
Tutto il resto è colesterolo alle stelle.

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