Una spiaggia di sabbia finissima, a perdita d’occhio non si vede nessuno. L’odore salmastro è forte e penetrante, si sente solo il rumore delle onde.
Alle spalle della spiaggia, declinante verso il mare, c’è un grande spazio coltivato a carciofi che forma una barriera impenetrabile per chi voglia scendere senza conoscere i sentieri giusti.
Alla fine del campo c’è una baracca in legno che abitualmente serve per riporre gli attrezzi da lavoro e da pesca.
Giovanni si è premunito di attrezzarla prima dell’arrivo di lei. Ha piazzato un materasso sopra delle assi per rialzarlo da terra, ha portato un po’ di viveri tipo pasta, caffè, olio, sale e poco altro e un fornellino da campeggio. Ha verificato che la doccia che attinge acqua dal pozzo funzioni.
Non si è preoccupato di altro, non c’è un bagno ma pazienza; c’è tanto spazio per fare i propri bisogni e nessuno ti può vedere. Se dovesse mancare qualcosa , ha pensato, può sempre fare un salto in paese in moto.
Lei è arrivata con uno zaino in spalla, dal porto al paese ha fatto l’autostop.
Si sono abbracciati. Donata si è guardata intorno. ” Che bello” ha esclamato.
Accaldata dal viaggio, ha poggiato lo zaino, si è tolta il lungo abito a fiori e le mutandine, ha gettato per aria le espadrillas e si è buttata nuda a mare.
Lui l’ha seguita. Hanno nuotato, riso e scherzato. Tornati a riva hanno fatto all’amore.
Dopo un pò lei ha detto “Ho fame”
“Ci penso io, mia signora”.
Giovanni va veloce verso la baracca, prende una fiocina e si butta in acqua.
Dopo non molto, riemerge con un bel pesce infilzato sull’attrezzo e lo solleva trionfante.
Lei applaude.
Con esperienza consumata, il ragazzo accende un fuoco, crea uno spiedo semplicissimo e mette il pesce a cuocere.
Si rivelerà buonissimo.
—-
Donata ha ricevuto la telefonata di un’amica, in vacanza con figlia e nipoti, in Gallura.
Le ritorna in mente una vacanza molto bella , fatta cinquant’anni prima, con un fidanzato dell’epoca. “Mi pare che si chiamasse Giovanni” riflette fra sè, mentre mette una pizza surgelata in forno. E’ sola e non ha voglia di cucinare. Poi si rivolge al gatto che la segue come un ombra ” Caro il mio micetto , è meglio vivere di ricordi che di rimpianti”.

Lascia un commento